Teleriscaldamento. Ci hanno “fermato il quorum”!

vignetta-di-mafalda-sulla-liberta-di-parola-copiaCome avevamo già ipotizzato durante l’incontro organizzato dal Comitato spontaneo dei Cittadini sul progetto di teleriscaldamento nel Comune di Asti, giovedì 9 luglio presso parco Rio Crosio, il consiglio comunale ha bocciato la proposta del referendum senza quorum.
Quindi ancora una volta l’amministrazione si dimostra totalmente insensibile alle richieste dei cittadini disattendendo anche gli intenti del proprio programma elettorale, come si può ancor oggi leggere nei documenti presenti nelle pagine del sito internet del sindaco Brignolo come questo:
www.fabriziobrignolo.it/downloads/Progetto_ambiente_e_territorio.pdf
Troviamo infatti nel documento che si riferisce al Progetto Ambiente e Territorio dove l’allora candidato sindaco Fabrizio Brignolo, intervenendo al convegno “Alla guida del Comune mettiamo…. il bene comune”, tenutosi in municipio, ha illustrato i provvedimenti concreti che la coalizione attuerà in caso di affermazione alle elezioni. …Dal convegno è quindi emerso un ampio spettro di interventi finalizzati a migliorare l’ambiente e la qualità della vita “che dovranno essere attuati – ha dichiarato Brignolo coinvolgendo direttamente i nostri concittadini nelle scelte decisionali, tramite la preventiva informazione e l’attiva consultazione; anche verificando come ampliare il ricorso a forme di consultazione referendaria, rispetto alle quali pare opportuno introdurre il principio del quorum zero, per evitare che l’inerzia dei cittadini disinteressati possa essere strumentalizzata al fine di alterarne il risultato”.
Tra il dire e il fare c’è di mezzo anche lo scaricabarile sulla sua giunta e sulla sua maggioranza, come è stato fatto anche per la delibera sul teleriscaldamento. Per fortuna il tempo dedicato non è mai perso perché ci sono anche altre azioni in corso.
Sembra un dato di fatto che le firme dei cittadini non servano praticamente a niente in questo Paese, se non a far perdere tempo alla gente e a distrarla dalle azioni informative, di sensibilizzazione e di denuncia che veramente contano.Il Comitato Spontaneo dei Cittadini sta organizzando infatti un altri incontri informativi nei parchi pubblici della città, ma non solo, di cui al più presto sarete informati.
Anche in questi incontri continueremo la necessaria opera di informazione e sensibilizzazione dei cittadini riguardo il progetto di teleriscaldamento della città.Nel frattempo Vi invitiamo a iscrivervi e fare iscrivere i Vostri amici alla pagina Facebook del gruppo pubblico: ”Il progetto insostenibile del Teleriscaldamento ad Asti” che potete trovare a questo indirizzo:
www.facebook.com/groups/noteleriscaldamentoasti/
Nel gruppo Facebook troverete pubblicati documenti e materiale relativo al progetto di teleriscaldamento nel Comune di Asti così come presentato dall’amministrazione comunale.
Intanto prosegue la raccolta firme del Comitato Spontaneo dei Cittadini anche su internet sul sito Change.org, dove è possibile, per chi non lo ha già fatto, firmare la petizione collegandosi a questo indirizzo: https://goo.gl/VR8Rup
Il progetto, che prevede addirittura la realizzazione della centrale, di potenza superiore ad 80 MW nell’area di pertinenza dell’Ospedale Cardinal Massaia, ovvero nell’area più sensibile della città, lascia in mano ai privati un’area pubblica sottraendola a possibili future necessità di natura sanitaria ed ospedaliera.
Ma sono molto numerosi i punti critici e inaccettabili di questo progetto di Teleriscaldamento ad Asti, evidenziati anche dallo stesso Sindaco per iscritto nella sua relazione contenuta nella delibera della Giunta Comunale numero 518 del 19 novembre 2014. Innanzitutto, il teleriscaldamento dà al gestore dell’impianto il monopolio assoluto, in quanto nessun altro soggetto potrebbe fornire il servizio e, dunque, le tariffe di vendita non godrebbero di alcun controllo garantito dal Mercato e le bollette potrebbero raggiungere delle cifre altissime. E’ una tecnologia vecchia e meno efficiente delle moderne caldaie a condensazione anche a causa delle perdite di calore lungo la rete di distribuzione. E’ un danno ambientale perché non utilizza fonti di energia rinnovabili e non si garantisce una riduzione significativa dell’inquinamento cittadino. Le notevoli dimensioni dell’impianto necessiterebbero di un camino di circa 70 metri di altezza per l’emissione dei fumi, con una ricaduta atmosferica che interesserebbe tutta la città e non solo gli edifici abitati circostanti. La posa di 30 Km di tubi interrati lungo le strade cittadine comporta inevitabili disagi dovuti alla realizzazione di importanti opere di scavo e conseguenti modifiche della viabilità. Nel progetto non si prevede un effettivo controllo pubblico del servizio. E’ un danno sociale perché il risparmio dichiarato del 6-8% non arriva nemmeno ad essere equivalente all’agevolazione fiscale relativa all’Iva ridotta al 10%. Inoltre nella stessa relazione del Sindaco non manca neppure l’ammissione che la città di Asti sia già ampiamente metanizzata con impianti efficienti e adeguati alle normative, arrivando addirittura a sottolineare che “il rischio che si correrebbe con la centrale di teleriscaldamento sarebbe quello di inquinare di più ma in maniera concentrata.”
Il Comitato dei Cittadini ritiene assolutamente inopportuna la decisione della Giunta Comunale in quanto i numerosi rischi sopra esposti, sono in contrasto con le più elementari valutazioni degli interessi collettivi e dei beni comuni, che vengono coinvolti nell’immediato e per gli anni a venire: una pesante eredità che lasceremmo anche ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Per il Comitato Spontaneo dei Cittadini:
Pierpaolo De Fina, Mariateresa Gandolfo e Tiziana Valente.

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