Diritto all’abitare, pratica sociale

Report sulla assemblea di Cuneo del 20 giugno +

qualche riflessione.

Casa per tuttiUna Rifondazione “movimentista” ha convocato a Cuneo, sabato scorso (20/06 ndr), una assemblea degli “sportelli casa del Piemonte”. Due le intenzioni: “fare rete” (o coalizione sociale o mutuo soccorso) tra soggetti che con pratiche sociali concrete si oppongono alla marea degli sfratti, e così facendo affermano il diritto all’abitare; formulare una piattaforma rivendicativa coerente con quelle pratiche sociali.
In sintesi, valorizzare tutte le pratiche sociali, occupazioni e contrasti degli sfratti ovviamente compresi; incursioni mirate all’obiettivo negli assessorati e negli enti; riproporre la campagna “sfratti zero”, già lanciata in anni meno recenti dall’Unione Inquilini; scegliere il 10 ottobre prossimo come momento mobilitante a livello regionale di quella campagna; accentuare il carattere territoriale delle diverse azioni, nel senso di contenerne il valore simbolico e potenziarne i contenuti e le soggettività coinvolte.
A proposito di incursioni, sostenute da mobilitazioni sociali, è stato per noi di grande interesse l’azione che è stata condotta a Cuneo per ottenere la graduazione degli sfratti (un blocco strisciante) implicita nelle modalità di accesso al recente “fondo per la morosità incolpevole” (nei decreti attuativi della famigerata legge 80 Lupi/Renzi). Analogamente per quanto riguarda le modalità di applicazione della riduzione di imposta per gli inquilini di abitazione sociale (le ATC in Piemonte sono risultate ampiamente inadempienti).
Intenzioni indubbiamente da condividere anche se incontrano, come è risultato evidente nel corso dell’assemblea, percorsi di analisi e ordini del discorso assai diversi. Di queste diversità c’è ancora una percezione troppo rozza ma c’è ormai la consapevolezza di doverla affrontare senza settarismi perché viene riconosciuta come una delle cause dell’impasse in cui si trova adesso il “movimento” e in cui si trovano i resti di un intellettuale collettivo che ha perduto da tempo la sua massa critica.
Nell’occasione ci siamo accreditati (Carlo, Elio, Ale), giustamente, come un attore del movimento, con riferimento al settore “abitare nella crisi”. Essendo l’iniziativa promossa da Rifondazione abbiamo precisato che nel processo di ricomposizione di una alternativa politico/sociale, che appena si intravvede, attribuiamo alle potenzialità del movimento e al suo sviluppo la riforma della politica e della rappresentanza.
Da questo punto di vista fare rete ha il significato per noi di coalizione sociale, cioè l’idea di un soggetto sociale che cresce in potenza di relazioni e di cultura critica, di un soggetto sociale che si pone in primo luogo come antagonista reale del potere dominante. Assediare i ministeri (19 ottobre 2012) è stata la metafora di un un antagonismo che strappa dei risultati perché strappa e conferma delle reali posizioni di potere.
Facile a dirsi e difficile a farsi, come è ovvio, ma è l’orientamento che mette al riparo da impossibili ritorni indietro. Impossibili perché il capitale la sua rivoluzione neoliberista l’ha già fatta e vi ha fatto scaturire una realtà sociale e politica che non può essere cancellata con una correzione di analisi e un po’ di nostalgia. Da quella bisogna ripartire, dalle sue contraddizioni, dalla formazione sociale che ha messo in campo, dai soggetti antagonisti che sta evocando.
Difficile a farsi per almeno due ragioni. Il vecchio è duro a morire. Il nuovo, per farsi strada, deve farsi “fabbro” di se stesso. Da qui l’importanza delle pratiche sociali, del conflitto che implicano, delle culture critiche che veicolano. Nessuna illusione è permessa, non c’è nessun fatalismo e nessun meccanicismo che possano assicurare che il movimento andrà in una certa direzione. Dunque le pratiche sociali vanno analizzate, con una attenzione continua ai soggetti e soprattutto alla consapevolezza di sè che hanno, della situazione, dei possibili sviluppi, del linguaggio con cui si esprimono.
L’attenzione ai soggetti, al loro stile di vita, al loro modo di fare o non fare società è conseguente ad un processo storico dominato per lungo tempo dal neoliberismo, in cui il soggetto è stato al centro delle pratiche di potere, dominato e al tempo stesso conforme, cioè manipolato e controllato da dispositivi che gli hanno azzerato ogni orizzonte di alternativa.

Carlo Sottile del Coordinamento Asti est.

Volantino da scaricare e distribuire per il 14 luglio 2015.

volantino2

 

 14 Luglio 2015 alle 9

  Piazza Catena ASTI

presso la sede del comune 

Presidio  e incontro con

l’Assessore all’Urbanistica e l’Assessore ai Servizi del COMUNE

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