Il Contratto lo costruiamo insieme

Lavorare InsiemeIl Contratto lo costruiamo insieme

La difesa dell’occupazione e l’affermazione di un lavoro stabile e con diritti passa oggi dalla riconquista di un nuovo contratto nazionale. Per i metalmeccanici quest’obiettivo, secondo noi prioritario e importante, non è mai stato così difficile da realizzare. Il rischio concreto è che non ci sia nessun rinnovo contrattuale.

Le deroghe introdotte per legge ( Art. 8 della Legge Sacconi ) e le scelte compiute dall’ex gruppo Fiat, le modifiche delle norme sul lavoro introdotte del governo RENZI ( Jobs Act ), stanno minando le basi del contratto collettivo nazionale.

Confindustria mette in contrapposizione la contrattazione aziendale con quella nazionale per far saltare quest’ultima.

Per poter riconquistare il contratto è indispensabile coinvolgere tutte le tipologie di lavoro presenti nelle imprese metalmeccaniche applicando le regole sulla certificazione della rappresentanza e sulla democrazia previste nell’accordo interconfederale del gennaio 2014.

La Fiom ha proposto a FIM e UILM di costruire insieme ai lavoratori la piattaforma rivendicativa per gestirla democraticamente sottoponendola al voto di tutti gli interessati. La Fiom ha risposto alla lettera di Federmeccanica proponendo la convocazione di un tavolo unitario con tutti i sindacati, propedeutico al rinnovo contrattuale, per discutere dell’andamento produttivo e occupazionale del settore perché il contratto è di tutti o non è.

Ma Fim e Uilm hanno scelto ancora una volta di andare avanti da sole presentando una piattaforma separata da far votare solo ai loro iscritti, che sono una minoranza dei metalmeccanici. È come se alle elezioni potessero partecipare solo gli iscritti ai partiti. FIM e UILM, con una vecchia logica, antepongono il loro interesse al diritto dei metalmeccanici di avere un vero contratto nazionale.

La Fiom continuerà sulla strada della democrazia e del coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, che hanno il diritto di poter decider sul proprio futuro. Per questo , da metà ottobre fino il 13 novembre abbiamo avviato una grande discussione e consultazione in tutti i luoghi di lavoro, coinvolgendo tutte le persone interessate dentro e fuori le fabbriche.

Abbiamo portato le nostre idee e proposte, ascoltato quelle delle lavoratrici e dei lavoratori per costruire insieme la piattaforma contrattuale rivendicativa, che abbiamo presentato a Federmeccanica dopo l’approvazione con il voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

I metalmeccanici della Provincia di Asti hanno approvato la piattaforma FIOM ,il più importante rinnovo contrattuale della categoria, quello delle aziende aderenti a Federmeccanica, da sempre considerato il “contratto-pilota” per tutta l’industria italiana.

Il referendum, nonostante i tempi stretti dettati dall’avvio del confronto con la controparte, ha ottenuto una buona partecipazione con percentuali altissime di voti favorevoli. I dati definitivi indicano che abbiamo svolto assemblee in 24 aziende per un totale di 2671 addetti (il 90% circa dei dipendenti delle imprese per cui è in corso il negoziato contrattuale). Al momento del voto erano presenti 1331 lavoratrici e lavoratori; di questi hanno votato in 1293 (il 97,14%): 1249 i sì, 28 i no, 18 bianche e nulle. La piattaforma della Fiom è stata perciò approvata con il 97,81% dei voti validi.

Questi risultati e il grande consenso raccolto nel voto sulla nostra piattaforma contrattuale che va ben al di là degli iscritti alla Fiom nelle aziende coinvolte confermano la volontà dei lavoratori di riconquistare un contratto unitario che ponga fine alle divisioni e agli accordi separati, allo scopo di tutelare e migliorare le condizioni di vita e lavoro di chi in questi anni ha sopportato il peso maggiore della crisi economica e sociale.

Gli obiettivi del contratto:

– per essere valido ed esigibile il contratto nazionale deve recepire la certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali e il voto certificato della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti;

– nessuna deroga per legge;

– difesa dell’occupazione anche attraverso la riduzione degli orari di lavoro;

– allargare le tutele a tutte le forme di lavoro;

– mantenere i due livelli contrattuali tra loro distinti e integrativi in cui siano previste norme di rinvio alla contrattazione aziendale;

– validità «erga omnes»;

– i minimi salariali come punto di riferimento per il salario minimo legale;

– defiscalizzazione degli aumenti salariali nazionali,anche alla luce del fatto che l’80% delle imprese non è coinvolta nella contrattazione di secondo livello.

Le nostre proposte:

I l salario: Recuperare l’autorità salariale del CCNL , nella tutela e nell’incremento del potere di acquisto, riducendogli spazi di erogazione unilaterale delle imprese e agendo su più istituti economici: sui minimi salariali avendo anche a riferimento precedenti conclusioni contrattuali, sue menti retributivi legati alla professionalità,sull’elemento perequativo per chi non fa la contrattazione aziendale.

Fondo mutualistico di sanità integrativa: Valorizzando l’esperienza contrattuale della categoria va definito un fondo nazionale con contributi interamente a carico dell’azienda, per tutti i rapporti di lavoro e per i familiari a carico, con il mantenimento dell’iscrizione anche in caso di ricorso ad ammortizzatori sociali. Le prestazioni erogate prioritariamente dal fondo dovranno riguardare, ad esempio, prevenzione, cure odontoiatriche, rimborso dei ticket senza franchigia, visite specialistiche riduzione liste d’attesa.

Formazione ed occupazione:

– Diritto alla formazione permanente per tutte le forme di lavoro;

– utilizzo delle 150 ore;

– utilizzo delle risorse dei fondi interprofessionali anche per la mobilità da posto a posto di lavoro;

– istituzione di un fondo di sostegno al reddito e all’occupazione.

Contrasto al jobs act: Realizzare un unico regime normativo in materia di diritti e tutela ai licenziamenti individuali e collettivi e riorganizzazioni aziendali prevedendo anche per i nuovi assunti la tutela dell’art. 18. Ripristinare con il CCNL il ruolo della contrattazione collettiva sulle norme relative al demansionamento e al controllo a distanza.

Appalti : Definire le tipologie delle lavorazioni in appalto e una loro limitazione quantitativa.

Prevedere l’assunzione di una responsabilità diretta da parte dell’azienda appaltante su tutto il ciclo lavorativo e l’obbligo all’applicazione del CCNL a carico delle società che operano in appalto.

Garantire l’utilizzo dei servizi a tutti i lavoratori delle aziende degli appalti, alle stesse condizioni dei lavoratori dell’azienda appaltante, il diritto di informazione alle RSU sui contratti di appalto in essere e in definizione e la conservazione del posto di lavoro in caso di cambio appalto.

Inoltre , il governo RENZI è intervenuto su alcune delle principali materie ( Lavoro – scuola – riforma costituzionale – legge elettorale – sanità ) che segnano la vita delle persone ,cambiandola in peggio. Nei prossimi mesi la stessa sorte potrebbe toccare a questioni cruciali come i contratti nazionali di lavoro, il diritto di sciopero e il tema della rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro. Per non parlare delle pensioni che, invece, giacciono abbandonate allo stato cui le ha ridotte la riforma FORNERO .

Ora bisogna fare di più, perché siamo di fronte a leggi sbagliate che chiediamo di non applicare.

Abbiamo chiesto l’opinione delle lavoratrici metalmeccanici per sapere se condividono la possibilità di ricorrere al Referendum per cancellare le Leggi sbagliate ed antisociali che hanno colpito la dignità e i diritti dei lavoratori e dei cittadini e se ritengono utile che la FIOM / CGIL si impegni in questa direzione, favorendo attraverso la più ampia aggregazione possibile l’attivazione di percorsi referendari abrogativi .

Sono stati coinvolti 3417 dipendenti di cui 1734 votanti con 1657 favorevoli ( 97,18% ), 48 contrari (2,82% ) e 31 schede bianche e nulle .

Per questo ,la CGIL ha promosso una consultazione degli iscritti (dal 18 Gennaio 2016 al 19 marzo 2016 ) il Nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori che ampliando, estendendo ed integrando la Legge 300/70 si configura come una Carta dei diritti universali dei lavoratori e di riscrittura del Diritto del lavoro.

p. la Fiom / CGIL Asti
Il Segretario Generale
Mamadou Seck

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