Lettera aperta su scandalo ATC alla Nuova Provincia

LetteraATC_VarniCortese redazione della Nuova Provincia,
desidero esprimere con questa mia, il profondo sgomento sulla vicenda ATC che sembra più molto più ampia del singolo gesto del solito manigoldo.
Secondo i revisori dei conti le responsabilità per l’ammanco non ricadrebbero interamente su Santoro. Nessuno vuole mettere in dubbio l’onestà e la trasparenza degli organi preposti al controllo, primo fra tutti il Consiglio di Amministrazione. Domandarsi però se vi sia stata superficialità nella copertura di un ruolo fondamentale per la trasparenza dell’Agenzia è, per  noi cittadini, in questo momento, doveroso. Senza voler cadere nella demagogia e leggendo lo statuto non puo’ non saltare all’occhio che al Consiglio di Amministrazione che e’ nominato dalla Regione, Provincia e Comune spetta l’approvazione del bilancio, stabilire gli emolumenti e vigilare sul corretto operato degli organi preposti alla gestione. Leggendo la “Provincia” di martedì, ho  scoperto che due autorevoli componenti del consiglio di amministrazione dell’ente in oggetto hanno preso le distanze e stigmatizzato l’operato di Santoro. Il Geometra Musso denuncia che gli sono stati sottoposti dei documenti non veritieri ma la verifica della  corrispondenza tra formalismi e l’atto compiuto a chi spetta se non al Cda? Anche le dichiarazioni del Signor Russo sono a mio parere disarmanti con quali parametri avete valutato che il Direttore ha meritato il raddoppio del suo stipendio? Se gli strumenti di controllo sono farraginosi, come asserisce, il rappresentante del Movimento 5 Stelle non è  mai stata proposta una modifica dello statuto per renderli più fluidi e trasparenti?
Se le risposte fossero affermative, smentitemi e rassicurate gli astigiani rendendo pubblici i verbali dove avete chiesto/preteso queste cose! La domanda di edilizia popolare nella nostra provincia cresce vertiginosamente di pari passo con la crisi perché molte famiglie stentano ad arrivare a fine mese. Quanto è accaduto in un Ente preposto alla protezione sociale offende la sensibilità delle persone e aumenta il divario tra il paese reale e questa classe dirigente. E’ un imperativo ricreare il senso di comunità attraverso il ripristino di un moralità e di un etica che sembrano  scomparse nei palazzi del potere. Non è sufficiente una presa d’atto occorre una profonda revisione del metodo dell’agire nell’amministrazione pubblica a tutti i livelli. Gli strumenti ci sono, è così difficile utilizzarli e perfezionarli laddove sia necessario? Non si restituisce efficienza al sistema paese con l’ingenuità e l’improvvisazione ma con la serietà, razionalità  e la competenza. L’onestà è un prerequisito che non vorrei mai più  mettere in forse nel valutare un amministratore pubblico.
Con immenso rammarico e dispiacere, porgo distinti saluti.
Emilio Varni.

Asti, 15 maggio 2014

PS Oggi pomeriggio parteciperò al presidio di fronte all’agenzia in Corso Alfieri a manifestare la mia indignazione.

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