Chi ha vestito i panni di Calderoli?

calderoli

Il caldo di questi giorni, la voglia di vacanze che per molti di noi,  causa la crisi, resteranno un miraggio, sono la cornice di un teatrino politico nauseabondo. Possiamo certamente affermare che con  le frasi di Calderoli, sul Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, il razzismo e l’ignoranza passano all’incasso. In un paese normale l’indignazione popolare avrebbero portato il vice presidente del Senato alle immediate scuse a alle successive dimissioni dall’incarico. Ma l’Italia non è un paese normale. Pretendere serietà e sobrietà da un politico come Roberto Calderoli sarebbe come pretendere oltre il lecito. Infatti egli è il padre di una legge elettorale che lui stesso definì una porcata e che tutti, da allora, chiamano “porcellum” ed è lo stesso che sfoggiava magliette anti-islamiche facendo scoppiare moti di piazza in Libia e scatenare vibrate proteste in tutto il mondo arabo. Il bello della democrazia è che si è liberi di dire cio’ che si pensa, il problema che dobbiamo invece rilevare è che le bestialità hanno un nutrito seguito. Nel caso di Calderoli e della Lega c’e da domandarsi perché continuano ad essere votati e perché ad un uomo con un CV del genere sia proposto a ricoprire un ruolo istituzionale di tale importanza. Non si diventa Vice Presidente del Senato senza un voto che attraversa tutti gli schieramenti politici presenti nel senato della repubblica. Chi, a Palazzo Madama, ha votato Roberto Calderoli ha valutato cosa ha fatto quest’uomo nelle passate legislature e il background culturale nel quale affonda le radici il movimento politico di cui Calderoli è esponente di spicco dalle sue origini? Si è domandato se vi fosse un nesso tra il fatto che questa è una repubblica nata dalla lotta antifascista e le pulsioni xenofobe di Calderoli?

A leggere la vicenda di Roberto Calderoli viene da pensare ai milioni di giovani che portano i loro CV alle aziende per essere assunti e vedono il loro sapere, la loro vita e le loro aspirazioni vagliate scrupolosamente dai “cacciatori di teste”, i quali, alla fine di estenuanti colloqui  gli propinano un contratto da precario.  Perché adesso nei curriculum, per i pochi che non lo sanno, è necessario indicare anche gli hobbies e le attitudini. Se si fosse usato lo stesso metodo probabilmente, il senatore Calderoli, non sarebbe stato indicato per ricoprire la quarta carica dello stato. Qualora arrivasse in visita il Presidente Obama in Italia non osiamo pensare a dove potrebbe spingersi l’immaginazione e la fantasia del Vice Presidente del Senato. Andrebbe a Ciampino, a ricevere il presidente statunitense, con un casco di banane e con in tasca un invito per la Berghem Fest nel caso nessuno capisse il gesto goliardico? Mai come in questo caso ci vengono in mente di un uomo come Antonio Gramsci:

Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l’accorgerti che ha un po’, o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma  i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di  nuovo questo schifo che fa svenire.

In questo inizio estate la politica sta dando “il meglio” di se e le esternazioni di Calderoli non sono altro che un anello alla catena che ci impedisce, per restare nel paradosso gramsciano, di vestire i panni dell’avversario.

Purtroppo e i fatti di questi giorni ce lo confermano, vi sono panni che la sinistra non può indossare senza apparire ridicola e la macchietta di se stessa. L’elezione di Calderoli e quella mancata di Rodotà a Presidente della repubblica sono le perle che un parlamento come questo senza una sinistra di alternativa ci sta dispensando. Indignarsi non è piu’ sufficiente, il rischio che corriamo è che persone del calibro di Calderoli mettano mano alla costituzione per stravolgerne i principi l’esistenza o meno di una sinistra in un  paese che vorremmo normale, lo si vede anche da questo. La gravità di tutto questo è che non avranno la forza do sollevare un soggetto come Calderoli come accadrebbe ad un qualsiasi lavoratore dipendente sorpreso a recare manifesto o presunto danno alla propria azienda.

La costituzione è il confine della democrazia entro cui il razzismo di Calderoli e della Lega sono senza passaporto, lasciamola intatta!

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