Robe da matti

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Robe da matti

Quindici anni fa l’Ufficio presso cui lavoro, l’ex Ispettorato Agricoltura, fu trasferito dalla Regione alla Provincia “perché il Paese aveva bisogno di riforme” (Bassanini). Dal 1° gennaio di quest’anno l’Ufficio ha fatto il percorso inverso, dalla Provincia alla Regione, “perché il Paese ha bisogno di riforme” (Renzi e le sue “grazie”). Ho pagato, come tutti miei colleghi, il tributo al “bisogno di riforme del Paese”, rimettendoci in 15 anni circa 70/80 mila euro, ma è stato per il bene del Paese!

Sono passati 2 anni dall’approvazione della legge Delrio (da me ribattezzata “ legge delirio”) che, senza nessuna programmazione, ha rivoluzionato l’organizzazione (si fa per dire) degli Enti Locali. Tra le funzioni che la “legge delirio” ha disorganizzato ci sono quelle relative all’agricoltura. Da 2 anni sappiamo che l’Ufficio Agricoltura sarebbe dovuto rientrare in Regione. Nel mese di ottobre la Regione Piemonte ha approvato la legge che prevede, tra le altre cose, il rientro delle funzioni dell’agricoltura con relativo personale a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Dopo 2 mesi dal nostro rientro in Regione:

  • occupiamo abusivamente i nostri uffici perché la Provincia ha disdettato il contratto di locazione e la Regione non è subentrata;
  • abbiamo 6 macchine parcheggiate in cortile che non possiamo usare perché il contratto di leasing è della Provincia e noi siamo dipendenti della Regione;
  • per spedire una lettera dobbiamo scriverla ad Asti, farla firmare da un dirigente a Torino e farla protocollare, aspettare che ritorni ad Asti, recarci in un altro Ufficio della Regione ad Asti per “affrancarla” e poi andare fuori Asti al deposito delle Poste per spedirla, alla faccia della semplificazione;
  • da 15 giorni non vengono effettuate le pulizie dei locali perché alla Cooperativa che aveva l’appalto né la Provincia né la Regione garantiscono il pagamento.

Potrei continuare con l’elenco di cose a cui nessuno ha pensato pur sapendo da tempo che dovevano essere fatte.

In questa situazione, a dir poco incasinata, è filtrata la notizia che le “teste pensanti” della Regione stiano valutando di mettere a disposizione dei dipendenti, interessati da questa fase di transizione, un “supporto psicologico!” (sic!).

Ringraziamo per il gentile pensiero ma:

– se dobbiamo andare a Serole per fare un sopralluogo in un’azienda agricola abbiamo bisogno di un “supporto meccanico”, una delle macchine ferme in cortile, non di parole di conforto;

– se dobbiamo spedire una lettera abbiamo bisogno di poterlo fare dai nostri uffici, non abbiamo bisogno di una pacca sulle spalle;

– se gli uffici e i bagni sono sudici abbiamo bisogno di un’impresa di pulizie, non del lettino dello psicologo…

Altro che “supporto psicologico” ai dipendenti! Forse sarebbe il caso che cominciassero a pensare a uno Psichiatra per loro, uno bravo però!

 

Giovanni Pensabene (*)  “dipendente errante”

 

(*) Ex lavoratore della Provincia di Asti, attualmente dipendente della Regione Piemonte, iscritto all’Associazione “A Sinistra” e candidato a Sindaco della federazione dellla Sinistra ad Asti nelle ultime comunali.

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